300
17/04/2007 - 16:20
In questo periodo non c'ho proprio voglia di scrivere... però due cosette ve le devo dire su questo film!

Visivamente molto affascinante, girato splendidamente, una fotografia magnifica, ottimo cast, emotivamente coinvolgente. Unico problema (per qualcuno può non esserlo ma per me si), è un fim fascista. L'esaltazione dell'onore e la glorificazione della guerra sono alla base di questo film, con scarsa ironia e molta retorica. Si parla di libertà e di liberazione dall'oppressione, ma il modo in cui tutto ciò viene trattato è condito da machismo e ideologia, sfiorando spesso il ridicolo (i 300 guerrieri, palestrati e con una mutanda addosso, sembrano un gruppo di spogliarellisti!).
Nonostante ciò, il film, mantenendo una sua coerenza e compattezza, riesce ad affascinare grazie alla grande potenza delle immagini.

Sanremo a consuntivo
11/04/2007 - 18:35

Mi piace, dopo un pò di tempo, fare il punto su Sanremo e vedere cosa è rimasto in giro e se se ne continua a parlare anche al di là della grancassa mediatica che dura una settimana.
Quest'anno mi sembra che gli strascichi ci sono stati e va dato atto a Pippo Baudo che, nonostante i suoi 70 anni, riesce a scegliere canzoni che poi si fanno sentire e conquistano l'orecchio della gente.
E' indubbio il successo che hanno avuto e continuano ad avere i pezzi di Silvestri, Cristicchi, Zero Assoluto, Meneguzzi, Velvet e Fabrizio Moro. Si sentono molto in radio e i loro dischi sono anche molto venduti.
Anche Mango e gli Stadio stanno ottenendo un buon riscontro. E qualche volta ho sentito in giro anche Tosca e Amalia Grè.
E anche le compilation stanno vendendo piuttosto bene.
Ovviamente non mancherà il critico che vede il bicchiere mezzo vuoto e considera le inutili presenze di Leda Battisti e Marcella e Gianni Bella o lo scarso successo della Ruggiero o di Tosca... ma non stiamo a sottilizzare. A me sembra davvero che sia stata un'ottima edizione!
Cinema Italiano
06/04/2007 - 12:08
E te pareva... adesso che ci sono gli incassi, c'è il solito pierino che si alza e dice "eh... ma così non può funzionare!". In questo caso è Fabio Ferzetti dalle pagine di Ciak.
Per anni ci siamo lamentati che il cinema italiano era asfittico, che gli incassi erano legati solo ai tre quattro grandi comici e poco altro, che non esisteva uno star system, che non esisteva un cinema di genere, che non esisteva in cinema medio...
Adesso che ci sono barlumi di cambiamento, c'è sempre qualcuno pronto a lamentarsi.
Ferzetti sostiene che non ci si può aspettare che i manuali d'amore o gli ho voglia di te possano salvare il cinema italiano. Perchè mancano i nuovi autori. All'estero sono pochi quelli che passano e vengono ricordati.
Vabbè... insomma le solite panzane di chi vive in un mondo fatto di festival cinematografici, in cui un Sorrentino che incassa 500mila euro vale più di un Ozpetek che incassa 8 milioni di euro.
Peccato che i film si fanno con i soldi di Ozpetek e non con quelli di Sorrentino!
Non voglio certo dire che gli incassi sono un criterio per esprimere giudizi di valore. ma lo sono sicuramente per valutare lo stato di salute di un'industria. E in questo momento l'industria italiana sta dando indubbi segni di rivitalizzazione.
I grandi successi di questi ultimi mesi sono stati costruiti per piacere al pubblico, in generi (commedia romantica o film per teenager) che finora non erano quasi mai stati percorsi con successo, utilizzando sceneggiature accattivanti, attori glamour e registi dignitosi, valorizzando successi precedenti, proponendo seguiti all'altezza, e muovendo tutte le leve del marketing.
Certo non siamo al livello degli americani. Sono ancora tanti i generi da esplorare. Ma è evidente che non abbiamo la forza e i mezzi di raggiungere quei livelli. Accontentiamoci di ampliare e rinforzare la nostra industria.
La qualità? Beh è evidente che Notte Prima degli Esami non è un film da festival, e probabilmente non è nemmeno esportabile.
Ma se l'industria è più ricca, ha anche la possibilità di investire maggiormente sui nuovi talenti. E se il pubblico si abitua ad andare a vedere film italiani, anche i cosiddetti "autori" ne potranno giovare, soprattutto quelli che faranno affidamento alle nuove star. Il prossimo film di Abel Ferrara sarà sicuramente un successo maggiore dei precedenti, solo grazie alla presenza di Scamarcio.
Insomma... la strada che è stata intrapresa a me sembra quella giusta, quella che fa affidamento sulla forza dei film popolari e non sul finanziamento pubblico di "opere d'arte".
Certo se poi si ripropone l'eterno paragone con gli anni '60 e '70... beh è evidente che siamo lontani anni luce... ma quella era tutta un'altra epoca, forte di una generazione di produttori e registi formatisi negli anni '50, quando il cinema era l'unico intrattenimento popolare e il successo non bisognava strapparlo con i denti alla concorrenza della tv e di mille altri media! Adesso le cose sono cambiate. E' inutile guardare indietro. Guardiamo avanti. Che è meglio.





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