Prima Serata
28/02/2007 - 10:46

Dico subito che m'è piaciuto.
Pippo in gran forma. E a noi ci piace lui su quel palco e pochi altri. La Hunziker brava, ha retto botta. L'inizio emozionato non era molto credibile, ma la canzone dell'ex marito e la dedica alla figlia m'ha fatto commuovere (lo faccio per gli Amici di Maria, vuoi che non lo faccia per Michelle e Eros?;-). Il vestito dorato non era poi un granchè, nonostante il prezzo. Molto meglio quello bianco finale.
Le canzoni sono su una buona media. Mi sono piaciuti molto la magica Antonella Ruggiero (qualcuno ha parlato di noia... che tristi!), Daniele Silvestri, divertente e intelligente (anche se un pò furbetto), Simone Cristicchi. Non male Nada, e anche Milva ha fatto una buona figura (anche brilla più la sua interpretazione che la canzone). Accettabili gli Zero Assoluto, Mango e Piero Mazzocchetti (io ho un debole per Maurizio Fabrizio e le sue arie pucciniane, anche se il passaggio di registro verso il lirico m'è sembrato inutile). Inutili Leda Battisti e i Facchinetti.
Fra i giovani ho apprezzato molto Stefano Centomo e Marco Baroni. I PiQuadro hanno una canzone orecchiabile. Jasmine ha una buona voce e ottima presenza scenica. Interessanti i Khorakhanè, anche se non molto originali nel panorama della canzone d'autore.
Brutta l'idea di anticipare le canzoni di domani facendo ascoltare qualche secondo. Da quello che s'è sentito comunque penso che potrebbe piacermi Tosca e Pier Cortese. Anche se, ad esempio, di Amalia Grè non s'è capito niente.
Troppo lungo l'intervento di Cornacchione, simpatico a tratti e con un finale di pessimo gusto.
Norah Jones brava ed elegante (ma non stiamo sempre a fare il confronto con i cantanti italiani con esterofilia idiota!). Gli Scissors Sisters sono simpatici ma era meglio farli cantare in playback... e poi perchè hanno rifatto I don't feel like dancing, quando nel frattempo hanno fatto uscire altri due singoli???
In giro ne leggo quasi sempre male... anche se poi i giornalisti parlano solo delle lacrime della Hunziker e delle battute di Cornacchione. Secondo me, prima chiacchierano fra di loro in sala stampa, e poi scrivono due cose sulle uniche cose che ascoltano, l'inizio e le battute del comico, condendo il tutto con le solite panzane che ripetono da trent'anni sul festival che è staccato dalla società, che la musica italiana è altrove e che loro poverini sono costretti a raccontare un evento senza senso. Ma mandateli in Darfur, visto che non aspettano altro!
Sanremo!
27/02/2007 - 16:34
Finalmente ci siamo.
E ogni anno ricomincia la messe di solenni opinionisti che solennemente e gravemente pontificano sull'inutilità del festival. Addirittura qualcuno consiglia di rifarsi ai festival brasiliani (di cui nessuno sospettava l'esistenza). Mi sembra di aver letto che anche Cacciari preferirebbe un Sanremo in stile Woodstock.
E' come la nazionale di calcio. Ognuno si sente in diritto di dire la sua. Il problema è che un giornalista dovrebbe esprimere un'opinione autorevole. Non una qualsiasi cazzata sentita al bar!
Comunque, alla faccia loro, noi il festival ce lo godiamo fino in fondo, nel bene e nel male. Buona visione a tutti!!!!
Oscar!
27/02/2007 - 15:24
Alla fine ha vinto Scorsese. Tutto.
Meglio così. Non si possono fare recriminazioni. Certo c'è sempre qualcuno che dice "ma non è il suo film migliore". Ci mancherebbe. Il passato è sempre meglio del presente. Ma che The Departed sia un film straordinario è cosa che mette quasi tutti d'accordo.
Certo con Little Miss Sunshine avrei goduto di più, perchè ogni fotogramma di quel film mi fa sorridere, ma in effetti il premio alla sceneggiatura è decisamente più appropriato.
I premi agli attori non hanno dato sorprese, salvo l'attore non protagonista per il quale il favorito Eddie Murphy è stato superato da Alan Arkin, ma in entrambi i casi sarebbe stato più che meritato.
La sorpresa più grossa è venuta dal Film Straniero. Dopo aver intascato 3 premi, la vittoria del Labirinto del Fauno sembrava scontatissima e invece all'ultimo secondo i tedeschi de La vita degli altri l'hanno fatta franca! Misteri dell'Academy...
Siamo stati contenti per la Canonero, ci siamo emozionati per i commossi ringraziamenti in italiano del grande Morricone tradotto da Clint (e tutti immaginavamo lo sguardo tenero di Leone che se li coccolava da lassù...) e siamo stati orgogliosi quando, nel filmato che celebrava i 60 anni del premio al miglior film straniero, metà delle immagini provenivano dall'Italia, da Roma Città Aperta a Paisà, da Ladri di Biciclette a 8e1/2, da Mediterraneo a La Vita è Bella.
Lettere da Iwo Jima
27/02/2007 - 15:12

La storia della battaglia di Iwo Jima, raccontata dalla parte dei perdenti, acquista uno spessore e una densità drammatica decisamente maggiore rispetto a quanto visto in Flags of Our Fathers, film bello ma un pò didascalico.
Qui invece lo sguardo sull'assurdità della guerra si sposa con quello sull'etica giapponese e le sue contraddizioni che esplodono di fronte ad una situazione inedita. E il fatto che lo sguardo sia quello dell'ultimo regista classico americano rende il tutto ancora più affascinante, dato che lo scontro di culture non si muove solo nei contenuti del racconto ma anche nelle sue modalità.
Splendidi i due protagonisti, Ken Watanabe, un concentrato di onore dignità e saggezza, e Kuzanari Ninomiya, solido nel suo approccio realistico e concreto.

Italiani all'estero
22/02/2007 - 14:02
Sapete che il mio spirito nazionalista mi spinge a controllare l'andamento dei nostri film nei mercati internazionali.
Ultimamente è accaduto ben poco. Ma in questo weekend è uscito in Spagna Manuale d'Amore 2 (e già il fatto che esca poche settimane dopo l'uscita nazionale mi sembra una gran cosa!!!).
Forte dei due milioni incassati dal primo capitolo, il secondo è sbarcato in 165 sale (più del doppio del primo) incassando 400mila dollari con una media non esaltante ma discreta (2.500 dollari per sala).
De Laurentiis colpisce ancora!
E l'Italia incassa...
20/02/2007 - 17:34
Come previsto, anche Notte Prima Degli Esami - Oggi incassa col botto! Con i 6 milioni e mezzo incassati in cinque giorni ha ampiamente recuperato tutti i costi di produzione e probabilmente buona parte delle spese promozionali.
E l'incasso totale del weekend si mantiene sempre sopra gli 11 milioni di euro. Una festa continua per gli esercenti! Soprattutto per merito degli italiani, da Manuale D'Amore a Muccino in trasferta americana, con l'eccezione della Notte al Museo di Ben Stiller.
Ed è probabile che la festa del cinema italiano continui la prossima settimana con Saturno Contro (Ozpetek con un supercast), Uno su Due (Volo non farà numeri supersonici ma i suoi 3-4 milioni se li porta a casa), Ho Voglia di Te (il secondo capitolo di Tre Metri Sopra il Cielo è attesissimo e già pompatissimo dal nuovo video di Tiziano Ferro, c'è da prevedere numeri belli alti).
13 Tzameti
20/02/2007 - 17:19

Periodo di recuperi questo, in vista delle votazioni per il premio IOMA, e uno dei film più sostenuti sul forum è stato questo 13 Tzameti, uscito la scorsa estate in sala, e passato semi-inosservato.
E sono contento di aver seguito i loro consigli perchè ho avuto modo di vedere uno splendido thriller, asciutto e intenso, originale, ben girato, con una bellissima fotografia ed una sceneggiatura praticamente perfetta. Tra l'altro non avevo nessuna idea di cosa stavo per vedere e questo è stato funzionale ad aumentare la mia curiosità e l'immedesimazione, dato che anche il protagonista nella prima mezzora non capisce in cosa si sta andando ad infilare.
Recuperatelo anche voi, se avete voglia di un pizzico di tensione e di intelligenza.

Miss Potter
13/02/2007 - 15:39

Non viene molto da dire su questo film con Renèè Zellweger. E' un'opera graziosa e leggera... anche troppo.
La storia di Beatrix Potter è interessante e la protagonista è brava nel rendere quel misto di dolcezza e decisione che l'hanno portata ad essere una scrittrice ricca e famosa, scavalcando la trappola del "buon matrimonio" (anche se, magari, un filo di trucco in più avrebbe evitato l'effetto "contadinotta russa"!).
Ma la messa in scena è un pò troppo trattenuta. Le emozioni ci sono, ma il regista non ce le fa vivere fino in fondo, ce le fa solo guardare. Come anche quello sguardo sulla fantasia della scrittrice e sul suo rapporto con i suoi personaggi inventati (bhè all'inizio, diciamolo, ci sembra anche un pò tocca con tutto quel suo parlare con dei conigli antropomorfi su carta!): è simpatica l'idea di far prendere vita ai disegni, ma è solo accennata e rimane lì di passaggio.
E tutto il film è così: accennato. Ma grazioso. Come i suoi disegni.


Anche libero va bene + Shortbus
09/02/2007 - 10:40
In queste ultime due sere ho recuperato un paio di film che avevo perso in sala. Due film completamente diversi ma entrambi molto interessanti.

Il primo è Anche Libero Va Bene. Esordio alla regia di Kim Rossi Stuart. Un film che racconta una storia, tutto sommato, semplice, quella di una famiglia in crisi a causa di una madre che non riesce a sopportare i vincoli e le responsabilità della vita familiare. Il tutto però è visto dal punto di vista del figlio più piccolo, un preadolescente che reagisce a questa situazione cercando di essere forte, a modo suo.
Le qualità principali del film sono due: la sceneggiatura, scorrevole e realistica, senza forzature o eccessi, e la recitazione totalmente naturale e spontanea, ma allo stesso tempo misurata e sensibile, di tutto il cast. A partire dallo splendido Alessandro Morace, il bambino, che non concede niente alle leziosità tipiche dei bambini, e costruisce la figura di un bambino già maturo ma con tutte le incertezze e gli slanci tipici della sua età. Lo stesso Rossi Stuart, ormai un attore maturo, ci restituisce una figura paterna, affettuosa ma esigente, dal carattere esuberante e un pò scorbutico che cerca di mantenere salda la propria famiglia, nonostante le difficoltà. Ottima la regia, non originalissima ma con diversi spunti interessanti.

Il secondo film è Shortbus, l'ultimo lavoro di John Cameron Mitchell, regista e interprete del bellissimo Hedwig and The Angy Inch, uno dei più bei musical degli ultimi anni.
Il film è decisamente particolare. Una ricerca estrema sulla sessualità ma anche sulle relazioni, sulla ricerca di se stessi e del rapporto col proprio corpo. E' un film assolutamente sincero. Ed è forse per questo che le scene di sesso, totalemente esplicite (come quelle di un film porno, per intenderci), non disturbano più di tanto. Perchè, per una volta, in un film d'autore, il sesso non è presentato in maniera morbosa e febbricitante, ma come un atto gioioso di piena realizzazione di sè. Ed è proprio su questa ricerca che si costruisce il film, una somma di personaggi che cercano la propria identità, cercando di superare le limitazioni e i blocchi della propria psiche.
Il tutto gira intorno ad un locale, lo Shortbus, appunto, in cui si incontrano persone di ogni tipo e di ogni tendenza sessuale, per fare sesso, in piena libertà. Ed è splendido il ritratto affettuoso che Mitchell fa di questa specie di Sodoma&Gomorra moderna, palcoscenico di estremizzazioni sessuali, che hanno lo scopo di mettere a nudo le anime, permetterne la liberazione, favorirne la riconciliazione.

Lampada Osram
08/02/2007 - 11:26
Questa è una canzone scritta da Claudio Baglioni nel 1975 che io trovo magnifica. Un piccolo bozzetto costruito su questa ragazzina che aspetta di incontrare per la prima volta il ragazzo di cui è innamorata. L'appuntamento è alla Stazione Termini (sotto la vecchia insegna della Lampada Osram, appunto), ma lui tarda e mentre si guarda in giro, cogliendo immagini di passaggio e scandendo il tempo, lei continua a sperare, sognando il tramonto di fronte al quale lui le dichiarerà il suo amore, fino a quando non realizza che lui non verrà più e se ne torna a casa.
E' un vero e proprio cortometraggio, questa canzone, in bilico fra romanticismo e realismo. Ogni volta che la ascolto mi immagino questa ragazzina sperduta e innocente, ferma ad osservare il viavai della stazione con una luce di speranza negli occhi, che piano piano si spegne. E alla fine, quando lei se ne va a testa bassa, mi si stringe sempre il cuore. Un gioiello.
lampada osram
di fronte alla stazione
giornali cartoline le insegne le reclame
la fila di taxi la calca sopra i tram
annodi il tuo foulard
le otto e dieci
lampada osram
il primo appuntamento
e tu ci tieni tanto
sei certa che verra`
una valigia torna e un'altra se ne va
fa buio e sono gia`
le otto e un quarto
ciao come stai
gli dirai quando verra'
per l'emozione arrossirai
chissa' che pantaloni avra'
mezz'ora no non bastera'
per arrivare al centro
per dirgli tutto quanto che ti piace tanto tanto
lampada osram
non e' venuto ancora
che facce da galera quei quattro sul coupe'
'Via Buoncompagni per favore sa dov'e''
profumo di lilla'
le otto e venti
bravo che sei
gli dirai quando verra' e un po'
di muso metterai
chissa' che scusa inventera'
ma dopo lui ti portera'
davanti ad un tramonto
per dirti tutto quanto e che gli
piaci tanto tanto
lampada osram
lui non e' piu' venuto
i passi sul selciato
ti fanno compagnia
e a testa bassa
te ne torni a casa tua
biglietto signorì
le otto e mezzo
B.O.Boom
06/02/2007 - 17:40
Il successo di Una Notte Al Museo ha spinto anche questo weekend sopra i 10 milioni di incasso. E se pensate che buona parte del successo è dovuto a film italiani o pseudotali, c'è da pensare che fra qualche giorno cominceranno gli articoli trionfalistici!
I primi cinque weekend di quest'anno hanno registrato un incasso totale mediamente più alto del 22%, che diventa il 32% se si considerano solo gli ultimi quattro.
E le prossime settimane si annunciano anche proficue, soprattutto per il cinema italiano, con l'arrivo in sala di Notte Prima degli Esami - Oggi, che, visto il successo del primo, è molto probabile che, almeno per curiosità, attiri folle di spettatori, e di Saturno Contro, il film con cast all star di Ferzan Ozpetek, che stanno pubblicizzando già da due mesi!
In più arrivano i Minimei di Besson (il cui risultato può oscillare fra il flop americano e il mega successone francese, ma propenderei per un discreto risultato senza eccessi, in linea con l'andamento dei recenti cartoons) e la flotta dei film d'autore in odore d'oscar, da L'ultimo re di scozia a Il velo dipinto.
...e quando leggerete gli articoli sul grande ritorno del cinema e del cinema italiano in particolare... potrete dire... ah si, lo sapevo già!

L'Arte del Sogno
02/02/2007 - 10:21

La cosa che adoro di più del cinema è che ogni tanto si ha la fortuna di incontrare un film che ti porta a vivere in un'altra realtà, una dimensione nuova e parallela, colorata e fantasiosa. E questa dimensione ti segue anche all'uscita della sala cinematografica e per pochi preziosissimi minuti i tuoi occhi guardano il mondo con una luce diversa, più intensa, più innocente, regalandoti la magnifica illusione di percepire vibrazioni nuove ed emozionanti.
L'Arte del Sogno appartiene a quel genere di film.
E' una bellissima storia romantica che si svolge a cavallo fra sogno e realtà, inseguendo la fantasia galoppante di un ragazzo, Stephane, che ha molte difficoltà a distinguere fra il sonno e la veglia, fra quello che accade nella sua testa e quello che accade davvero. E man mano che si svolge il film, la sua difficoltà è anche la nostra. Noi ci installiamo direttamente nella sua mente e non abbiamo più certezze, la realtà si dissolve nel sogno e viceversa. L'unica certezza è che alla fine il sogno trionfa.
E sono meravigliose le scenografie povere che la fantasia di Stephane partorisce, fatte di cartone, di rotoli di carta igienica, di carte di caramelle, di vecchie pianole, di corde, e di qualsiasi oggetto che si riesce a manipolare per conferirgli una nuova anima.

Non si può non innamorarsi di Stephane e della sua innocente fantasia, di come cerca di affermare la propria persona, di essere protagonista della propria vita, senza arrendersi alla piattezza del quotidiano e alla banalità della realtà. Gael Garcia Bernal è assolutamente perfetto, un folletto del sogno, una marionetta fantastica, al di fuori del tempo, con quella giacchettina viola anni '60 in un contesto che sembra ambientato negli anni '80.
Una regia fantastica, un pozzo di citazioni, ma soprattutto un cuore enorme! Dopo Eternal Sunshine of the Spotless Mind, Michel Gondry ci regala un altro capolavoro ed entra di diritto nel novero dei grandi registi che amiamo.






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