RENT
28/04/2006 - 16:57
Ho approcciato questo film con sentimenti misti. Da un lato le grandi aspettative legate al grande fama di cui gode il musical e le discrete critiche che ha ricevuto in America. Dall'altro le stroncature della stampa italiana.
All'inizio, quindi, ero in fervente attesa di sapere in che direzione il film mi avrebbe portato.
Ebbene... è stato un crescendo di entusiasmo, di emozioni, di applausi a scena aperta soffocati!
Il musical è bellissimo, canzoni magnifiche, trascinanti, divertenti e commoventi, a seconda della necessità. Interpreti spettacolari, che cantano e ballano benissimo (da brivido sono le continue armonizzazioni vocali!). La storia, per certi versi, è risaputa (la Boheme), ma l'ambientazione new yorkese è particolarmente efficace.
Il film rende un ottimo servizio allo spettacolo. La regia è mobile e dinamica, senza spunti particolarmente originali (non è certo Chicago), ma assolutamente funzionale ad esaltare le performance dei protagonisti e a rendere fluida la storia.
Insomma, dopo averlo visto, non riesco proprio a capire le stroncature dei critici italiani e mi viene maliziosamente da pensare che forse sono collegate con la totale assenza promozionale da parte della Sony (ma forse sono inutilmente dietrologo). 
E' vero che io sono un grande appassionato di musical, quindi dovete ponderare il mio entusiasmo... ma vi assicuro che se appena appena vi piace il genere, questo film vi straccerà il cuore e contorcerà le budella!!!!
Correte a vederlo prima che lo tolgano del tutto!!!!!!!
Il Regista di Matrimoni
27/04/2006 - 14:31
Di questo film bisognerebbe scrivere a lungo. Lunghi trattati sulla narrazione e sui suoi contenuti metacinematografici. Ma sinceramente... non mi sento proprio in grado!!!
Vi dirò solamente che il film è indubbiamente affascinante... di quei film che fanno la felicità dei cinefili, che si divertono a scovare i significati nascosti, ma che perlime un pubblico normale. E forse è proprio questo che si può rimproverare a Bellocchio, una normale intellegibilità che prescinda dal discorso metaletterario e metacinematografico che, pur evidente, non è di immediata comprensibilità.
Comunque il film è intenso e ottimamente interpretato da Castellitto e dalla Finocchiaro. Stona un pò il doppiaggio su Sami Frey.
Il Grande Silenzio
27/04/2006 - 11:15
Ho preso il coraggio a due mani e mi sono tuffato. La prospettiva di due ore e tre quarti di silenzi e immagini lente non era proprio entusiasmante. Però l'idea di immergermi nella dimensione spirituale di un convento tanto lontano dal mondo mi attraeva moltissimo. E allora sono andato.
Non vi nascondo che un paio di volte sono crollato (anche perchè reduce da una passeggiata impegnativa per le vie del centro). Ma la tranquillità e la pace interiore che questo film mi ha trasmesso sono state davvero preziose.
E' questo il valore principale del film: trasportarti in una dimensione di vita diversa, con ritmi e priorità talmente lontane dalle nostre che il confronto risulta inevitabile. E guardando la semplicità e la serenità di queste vite, ci interroghiamo sulle nostre.
Da un punto di vista cinematografico, affascina come l'illuminazione naturale venga sfruttata al meglio per rendere le immagini ed è affascinante come venga continuamente sottolineata la stretta connessione fra i ritmi della vita del monastero e quelli della natura che lo circonda, in una interconnessione costante che ricorda l'afflato panteista di Malick. Molto belli i primi piani con sguardo in macchina dei monaci, che da un lato ci fa sentire scrutati dall'altro ci evidenzia il loro distacco. Ed è commovente lo "sguardo" del monaco cieco che sembra guardarci attraverso un occhio mistico.
Rent a movie
25/04/2006 - 02:55
Come mai il film Rent è stato lanciato sul mercato senza nessun tipo di promozione? Davvero nulla! A parte un articolo su Rosario Dawson apparso su Ciak, promozione zero. Non ci sono manifesti in giro, non si vede pubblicità sui giornali, non se ne sente parlare in giro. Addirittura non c'è neanche la locandina sulla pagina dei cinema... per un film uscito da tre giorni mi sembra parecchio strano.
Posso capire che il musical in Italia non ha mai avuto molto successo sul grande schermo (a parte Chicago e Moulin Rouge, gli altri sono stai mezzi fiaschi, l'ultimo è stato The Producers). Ma far passare in maniera così totalmente inosservata un film al cinema è anche controproducente per gli esercenti che lo devono proiettare (a questo punto penso siano costretti!).
Eppure Rent è un musical di culto, il suo pubblico di nicchia l'avrebbe potuto raccogliere... boh! Misteri della distribuzione italiana!!!
Inside Man
18/04/2006 - 16:46
Dopo il meraviglioso La 25a Ora, Spike lee torna a regalarci il grande cinema con questo thriller giocattolo che ci permette di divertirci ma anche di gettare uno sguardo non banale sulle paure di New York e sui meccanismi politici che la governano.
Sin dall'inizio il fattore giocoso è evidente. Clive Owen ci guarda dallo schermo e ci sfida a capire in che modo riuscirà a fare quello che ha intenzione di fare (e già lì forse Lee ci comincia a dare qualche suggerimento...). E poi quello che accade sullo schermo è un cumulo di indizi che chiaramente solo alla fine si ricomporranno nel puzzle finale. Uno schema che rievoca la Rapina A Mano Armata di Kubrick, ma Lee non rinuncia allo sguardo sociale. E allora, anche se non sappiamo nulla di come e perchè Owen sa e riesce a organizzare il tutto, conosciamo perfettamente i meccanismi che portano alla fine tutti i partecipanti a uscire vincitori (anche il derubato, alla fine, salva comunque la propria onorabilità, che era la cosa che più gli premeva) e tutti i sequestrati a perdere, anche se temporaneamente, i propri diritti civili.
Gli attori sono tutti eccellenti. Magnifica Jodie Foster, che disegna un ritratto di donna che esprime potere e sicurezza da tutti i pori. Un ritratto, per altro, originale per i nostri tempi, che ricorda quelle donne che nel corso della storia hanno gestito il potere da dietro le quinte, e non apertamente come avviene adesso. Altrettanto magnifico Christopher Plummer, che nelle sue poche apparizione conferisce al suo personaggio una dignità quasi shakespeariana.
La regia è ricchissima e affascinante come sempre, macchina a mano e steadycam a gogo, ma il momento folgorante è la corsa di Denzel Washington dopo l'esecuzione. Lui non si muove, sta evidentemente sopra il carrello, si muove solo lo sfondo, e questo ci trasferisce un senso di precipitazione degli eventi che non si sarebbe avuto altrimenti.
V per Vendetta
18/04/2006 - 15:36
Un film appassionante e appassionato, un inno alla democrazia, alla cultura ma anche all'eleganza. Sarà che mi aspettavo molto meno, ma per me è stata davvero una bella sorpresa. La storia è una perfetta parabola di come un governo reazionario e conservatore riesce a trovare e mantenere il potere, sfruttando il consenso che deriva dalla paura della classe media nei confronti della diversità e di tutto ciò che apparentemente possa minacciare la tranquillità del proprio piccolo orticello (vi ricorda qualcosa?).
Al centro di tutto c'è una nuova maschera che nasce dalla fusione del Fantasma Dell'Opera con Zorro (ma io in quella frangetta c'ho visto anche il nostro Renatozero!!!;-)) e che affascina con la sua cultura e i suoi movimenti teatrali (oltre che con la bellissima voce di Gabriele Lavia).
Il contorno è fatto di ottimi attori. Da Natalie Portman ai bravissimi John Hurt, Stephen Fry e Stephen Rea, che conferiscono alla narrazione quel grado di veridicità e profondità necessari ad un film di fantapolitica.
Il finale è apparentemente un pò populista ma anche sottilmente inquietante, con tutti quei V tutti uguali che marciano su Londra. L'affermazione della democrazia sembra passare attraverso un iconografia tipicamente fascista, come per prefigurare il passaggio da una dittatura di fatto ad una dell'immagine dell'eroe... interessante...





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