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Archivio Febbraio 2006

Sanremo - I atto

by aspettandokroger

28/02/2006 - 19:00

E va bene... è vero... è stato noioso. Anche uno strenuo difensore del Festival come me non può non riconoscerlo. Ci eravamo abituati bene con i ritmi forsennati di Bonolis e della Ventura. Ma da Panariello ce lo potevamo aspettare... non è mai stato un campione di velocità o di battute folgoranti. Certo che almeno gli potevano dare una mano... risparmiandogli due telepromozioni quando ancora doveva iniziare tutto. E risparmiandogli la solita inutile megastar holliwoodiana che viene all'Ariston a salutare con la manina e a cantare Volare!!! Piazzata tra l'altro quasi all'inizio con un noiosissima parentesi durata quasi mezz'ora! (Continuo a non capire il motivo per cui la Rai da cinque anni a questa parte di affanna a far venire, a peso d'oro, attori americani il cui contributo allo spettacolo è pressochè nullo... ma sai quanto era molto meglio un Raimondo Vianello!).

La Blasi è bella e spigliata, ma è ancora solo una valletta. La Cabello ci mette del suo, qualche volta ci azzecca (gli sms o la pianta dei posti dell'ariston), qualche volta no; anche lei è emozionata e soprattutto deve trovare il registro giusto per quel palcoscenico. Le modelle sono molto belle, ma allungano un pò i tempi.

Le canzoni, ad un primo ascolto, non sembrano memorabili. Ma è solo un primo ascolto, anche distratto, devo confessare. Comunque ottima impressione l'ho avuta da Noa e Carlo Fava, Mario Venuti, Dolcenera che dal vivo trasmette sempre una grande intensità, Anna Oxa che ha cantato una canzone molto originale con una grande classe scenica (la voce non è più quella di una volta ma vabbè). Mi sono sembrate buone anche le proposte di Britti, Ron, Luca Dirisio e Anna Tatangelo (lo so, non la sopportavo nemmeno io, ma l'hanno risploverata per bene). Anche il brano di Nicky Nicolai è bello ma anon mi piace molto come lei lo canta, con quelle vocali troppo spalancate, sembra la rana dalla bocca larga! Nomadi, la Bencini, Spagna (ma da lei mi aspettavo peggio), Sugarfree, Zero Assoluto, Zarrillo e Grignani sono passati abbastanza inosservati. Povia mi è sembrato imbarazzante (checchè ne dica Luzzato Fegiz).

I giovani non sono giudicabili perchè il passaggio a medley non permette di distinguerli granchè. Comunque i tre più famosi, L'Aura, Simone Cristicchi e Ivan Segreto sembrano avere dei buoni pezzi. In particolare mi aspetto grandi cose dal bravissimo Ivan Segreto, già un grande della musica italiana... molto più di almeno la metà dei personaggi messi fra i Campioni.

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Lo so che la mia fama di cineblogger subirà un brutto contraccolpo quando vi dirò che sabato sera, piuttosto che andare a vedere Capote o Walk The Line o Syriana o Le Tre Sepolture, mi sono dedicato a Notte Prima Degli Esami... e non posso nemmeno dire che ci sono stato trascinato perchè ero solo!!!! Ma che vi devo dire... ero in pieno trip nostalgico... avevo appena rivisto un mio compagno di scuola... poi avevo comprato la mitica soundtrack di Flashdance... avevo ritrovato una cassetta (si si ho ancora delle audiocassette... nell'epoca degli mp3 sembra preistoria!!) con alcuni pezzi anni'80 come La Donna Cannone e proprio Notte prima degli esami... e allora...

Alla fine comunque ho trovato un film piacevole... sinceramente mi aspettavo molto peggio... invece il film ha una sceneggiatura molto brillante, decisamente ben scritta e veloce. Anche gli attori sono abbastanza bravi, naturali quanto basta. Salvo qualcuno che si è un pò troppo ispirato ai Ragazzi della 3^C (come ad esempio l'amico figo del protagonista!). Faletti non è molto credibile quando fa il duro ma risulta tenero quando si abbandona alla nostalgia. Bellissima la coppia formata da Valeria Fabrizi e Riccardo Miniggio (il Ric di Ric&Gian). Certo... la regia è semplice semplice ma tiene un buon ritmo... i personaggi sono un pò schematici ma simpatici e la ricostruzione ha qualche pecca (Wild Boys e Gioca Jouer ad una festa dell'89??? e le madonnare erano già fuori moda!) ma tutto sommato funziona. Insomma un film gradevole, che non ruba il successo che sta ottenendo. Se poi siete nati fra il 68 e il 73... beh andatevi a fare un bel bagno di nostalgia... che fa sempre bene!!!

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Match Point

by aspettandokroger

23/02/2006 - 10:49

Quello che colpisce di più in questo film è il ritmo serratissimo che fa scorrere velocemente la storia fino alla fine, ritmo che non è dato dal montaggio (efficace ma non particolarmente veloce) ma dalla sceneggiatura stessa, dal modo in cui le scene si succedono. E nonostante questa velocità Allen riesce a dare il giusto spessore ad ogni snodo della storia e ad ogni personaggio. E quando, nel giro di poco, passiamo dal primo incontro al matrimonio, il tempo ci sembra passato e le passioni vissute.

Questo, secondo me, è il primo grande merito di questo film. Una regia che non è fatta di riprese acrobatiche ma di esplorazioni asciutte e intriganti. Perfettamente servita da due attori magnifici e assolutamente in parte: un Jonathan Ryhs-Meyers ambiguo e affascinante e una Scarlett Johansson che da famme fatale si trasforma in vittima smarrita.

E poi c'è l'originalità di un plot che trova nella celebrazione del caso e dell'imprevedibilità del destino la sua ragion d'essere, anche se le conseguenze morali delle scelte e delle azioni che si compiono finiscono comunque per ricadere su chi le fa.

Un film ricco di idee, immagini, spunti. Un'opera affascinante e intensa.

Transamerica

by aspettandokroger

20/02/2006 - 12:49

Un film dotata di una leggerezza aerea, costruito tutto intorno alla straordinaria performance di Felicity Huffman.

E' davvero piacevole questa commedia che prende un personaggio estremo come quello di un travestito in procinto di operarsi e lo mette al centro di una vicenda che ricorda, per certi versi, quelle tipiche di Larry Clark (Bully o Ken Park), fatte di adolescenti senza futuro e genitori disgraziati, ma la riempie di grazia, eleganza e ottimismo.

E' Felicity Huffman e la sua presenza scenica, la sua gestualità, la sua voce il cuore pulsante del film. La regia non è strepitosa, è funzionale all'esaltazione delle doti recitative della protagonista. E lei ripaga con una prova maiuscola. La scena più bella è la lunga passeggiata che la Huffman fa nel corridoio dell'ospedale dove si va ad operare.

Ma anche la sceneggiatura è molto calibrata e attenta a non appesantire i temi già gravi di per sè. E se anche riusciamo a capire il contesto e i problemi di relazione che spinge i protagonisti del film ha compiere scelte estreme, il panorama non appare mai desolante e pessimistico. Perchè una fiammella d'amore, anche nei rapporti più logori e apparentemente irrecuperabili, si mantiene sempre accesa.

amici di maria de filippi logo admdf logo sf2 logo saranno famosi 2 logo stefano bindinelliI miei fedeli lettori già lo sanno che fra le mie passioni, oltre a quella per il cinema e per i numeri del cinema, c'è quella per Amici di Maria De Filippi.

Non ne parlo mai, anche perchè ho modo di sfogare i miei bisogni primordiali di commento in ufficio con un paio di colleghe che mi assecondano perfettamente...

Però due parole volevo scriverle. Ho sempre amato quella trasmissione, fondamentalmente perchè mi ci rispecchiavo. Chi come me è cresciuto vedendo tutte le estati della sua adolescenza le repliche estive di tutte le serie di Saranno Famosi, un reality che vede dei ragazzi più o meno talentuosi cercare di migliorarsi e affermarsi nel variopinto mondo dello spettacolo... beh non può non adorarlo... ed allora eccomi lì a sciogliermi in lacrime per le prevedibili e peripatetiche lettere dei genitori dello sfidante di turno, nonostante i meccanismi melodrammatici siano talmente evidenti... o più ancora ad appassionarmi ai loro canti stonati, ai loro passi di danza malfermi, nella speranza di vedere qualche miglioramento e soprattutto di vedere andar avanti i più meritevoli.

I vincitori delle diverse edizioni sono sempre stati i più talentuosi, indubbiamente, dalla bella voce di Dennis, allo splendido strumento vocale di Giulia (il cui mancato sfruttamento da parte della discografia italiana appare davvero misterioso!), dai salti perfetti di Leon al timbro nero di Antonino. Ma prima di arrivare alla fine, ne passano un pò di tutti i colori... e di solito chi si mette in mostra durante l'anno fa affidamento a qualità non propriamente artistiche. La trasmissione è seguita da ragazzine, per cui sin dai primi anni i bei ragazzi (meglio se un pò efebici, stile Di Caprio) conquistavano la vetta della classifica. Poi le discussioni interne accendevano lo spirito del pubblico e si schieravo votando, di solito, il più isolato dal gruppo. Questo è in particolare accaduto lo scorso anno con Klejdi, un ballerino albanese che, un pò per carattere orgoglioso e un pò perchè non capiva fino in fondo quello che gli veniva detto, stava sempre sulla difensiva, attaccava i suoi compagni perchè si sentiva sempre attaccato: questo comportamento lo ha portato a guidare la classifica per tutto il periodo della fase finale, attirandogli però altrettanti antipatie, tanto che poi, arrivato alla puntata conclusiva, è stato eliminato alla prima sfida che ha fatto.

Quest'anno i ragazzi che sono arrivati (molto giovani, fra i 18 e i 22 anni, quindi praticamente cresciuti con Amici!) hanno colto questo meccanismo e hanno cercato di riprodurlo. E' riuscito in particolare a Raffaele,  ballerino dalle capacità appena apprezzabili, che è stato primo in classifica per quattro mesi, proprio grazie alla sua capacità di mettersi tutti contro, riuscendo a farsi vedere, da parte del pubblico, come un orgoglioso emarginato. Per ottenere questo risultato gli è bastato essere un pò bastardello con tutti i ragazzi, mantenendo una sorta di algido distacco... gli è andata più che bene. Dopo qualche mese anche Andrea, attore multitalentuoso (sicuramente più meritevole del primo) ha inaugurato la strategia dell'"uno contro tutti" che gli ha fruttato posizioni in classifica, strategia che ha trovato il suo apice nel divertente triangolo fra lui, il suo amico del cuore Robert (altro attore) e la ragazza di quest'ultimo Rossella (una ballerina classica dal carattere molto forte, quasi una virago!).

Insomma quest'anno è stato l'anno in cui i ragazzi hanno evidentemente perso del tutto l'innocenza e si sono concentrati su armi diverse da quelle prettamente artistiche. Non che gli scorsi anni questo non accadesse, ma il bilanciamento con le ragioni artistiche era più evidente... anche grazie all'intervento della c.d "commissione", formata da autori e professori, che nel comporre le sfide cercava di tener conto di entrambi gli aspetti.

Ad approfondire ancora di più questa svolta, quest'anno è stata inserita la regola per cui la scelta dei due sfidanti viene fatta direttamente dai ragazzi. Nell'anno in cui la De Filippi sottolinea tanto la definizione di "talent show" per il suo spettacolo, viene introdotta una regola in perfetto stile "Grande Fratello": i partecipanti decidono i candidati ad uscire. E questo, in un gruppo già fortemente smaliziato, è stato dirompente, provocando scontri verbali e fisici molto accesi, che stridono decisamente col titolo della trasmissione e che danno anche l'impressione che la situazione stia un pò sfuggendo di mano agli autori (anche se, forse, loro sono i primi a gongolare...).

C'è infatti da dire, che rispetto ad un qualsiasi reality show, qui abbiamo a che fare con persone molto giovani, che oltre allo stress di dover gestire la propria immagine sotto l'occhio continuo delle telecamere, devono anche studiare e prepararsi per delle esibizioni che non sono proprio banali (soprattutto nelle materie con sono della loro specialità). Mentre quelli del grande fratello oziano tutto il giorno, qui si trotta tutto il giorno. E questo esaspera gli animi, portando a situazioni estreme come quella accaduta la scorsa settimana.

Beh... capisco che la specialità della De Filippi è quella del talk e reality show... però la peculiarità di Amici deve rimanere la freschezza e l'entusiasmo dei giovani talenti. Se continuano così, il prossimo anno la scuola sarà piena di ragazzini che invece di buttarsi sul grande fratello, ripiegano su amici facendo finta di canticchiare e ballicchiare... e allora, addio "talent show"!!!

Comunque, per il momento continuiamo a seguirlo... e speriamo in una finale fra Nicola, Eleonora, Rita e Rossella!

Probabilmente i cultori di Orgoglio&Pregiudizio non apprezzeranno molto questa versione, soprattutto perchè il confronto con il celebre sceneggiato della BBC con Colin Firth, decisamente più fedele, può risultare perdente.

Ma a chi non si approccia con piglio filologico, il film non può non risultare gradevole. Girato con una certa freschezza, senza particolare originalità ma evitando soluzioni banali, il film si presenta soprattutto come un veicolo per la protagonista Keira Knightley, costantemente seguita dalla mdp. E lei ne approfitta fino in fondo costruendo un personaggio assolutamente moderno, energetico, positivo, riuscendo a tenere perfettamente la scena per tutto il film.

Certo è attorniata da un cast di tutto rispetto, in cui spiccano i genitori, interpretati da una magnifica Brenda Blethyn (che più di una volta gli ruba la scena) e da un misuratissimo Donald Sutherland (che nel finale risulta magistrale). Il carisma di Judi Dench è indiscutibile, anche le sue apparizioni sono molto contenute.

Il Darcy di Matthew Macfadyen sconta il confronto con l'insuperabile Firth (che si è riproposto, come Darcy, anche in Bridget Jones). Nonostante ciò, riesce a tratteggiare con efficacia un personaggio che tutti già conosco e dal quale si hanno precse aspettative. Darcy ha il compito di trasformarsi da antipatico in uomo da amare con una credibilità estrema, non facile da rendere (ricordo il terribile Darcy nel pur grazioso Matrimoni e Pregiudizi). Beh, Macfayden, con quello sguardo vulnerabile che si porta dietro, secondo me, ci riesce benissimo.

Il film, in generale, soffre un pò di alcuni tagli e semplificazioni. Si precepisce che dietro c'è una storia ben più approfondita. Ciononostante, riesce a mantenere una grazia e leggerezza che permettono di uscire dal cinema ben soddisfatti.

Clarasheller

Agli amanti dei telefilm leggeri segnalo il delizioso Clara Sheller, una produzione francese che mescola sapientemente Sex&TheCity, Ally McBeal e Bridget Jones con una spruzzatina di Will&Grace. Le vicende di una giovane donna che vive e lavora a Parigi, alla costante ricerca di un uomo, che divide l'appartamento con il suo migliore amico, gay.

Assolutamente niente di nuovo, anche nella regia e nella sceneggiatura si rifà pesantemente ai modelli che ho citato, ma la realizzazione è davvero felice, i protagonisti sono simpatici, insomma un'oretta passata lietamente!

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