Crash
22/11/2005 - 12:50
Non avevo idea di cosa andavo a vedere, entrando nel cinema. Ne avevo sentito parlar bene, ma non sapevo altro.
Dopo circa dieci minuti, gli evidenti modelli di riferimento erano chiarissimi. Magnolia. America Oggi.
E devo dire che Paul Haggis regge molto bene il confronto, confezionando un film che mette in scena una moltitudine di personaggi, tutti ben caratterizzati, e di storie che si intersecano, che travasano fluidamente l'una nell'altra.
La rappresentazione dell'umanità varia di Los Angeles è imbevuta di comprensione e affetto. Ciascun personaggio è portato a dare il peggio ed il meglio di sè. I cattivi diventano buoni e viceversa. Il continuo relazionarsi con il mondo si traduce in un continuo confronto con la propria morale e con la morale comune. E questa dinamica produce scontri continui, lasciando allo spettatore una sensazione di relativismo totale. Niulla è definitivo. Nulla è solo bianco o solo nero. Tutto si evolve in base agli scontri che ci spingono nelle direzioni più disparate.
Quindi una regia assolutamente perfetta. Una fotografia intensa e lucida. Attori tutti molto bravi. La perfezione di Magnolia non è stata raggiunta, ma ci si è avvicinato molto.
La Tigre e La Neve
22/11/2005 - 12:32
Benigni non è mai stato un gran regista o un grande attore. Si, io ho adorato La Vita è Bella, ma più passa il tempo e più mi convinco che quel film è stato il frutto di uno stato di grazia che raramente si ripeterà. Senza contare che a quel film si perdonano comunque molte pecche, perchè la forza emozionale del film le ridimensiona molto.
Benigni, però, è una bellissima maschera, irridente ed irriverente, che negli ultimi anni ha acquisito toni più dolci e poetici, caratterizzati da un ottimismo sfrenato, un vitalismo incontenibile e un entusiasmo travolgente e contagioso che rappresentano un inno alla gioia di vivere. Questo è il Benigni che vediamo in tv, che ci fa ridere e ci commuove. Questo è il Benigni che vediamo al cinema.
La storia, come anche per La Vita è Bella, non è priva di incongruenze e facilonerie. Ma il confronto con situazioni estreme come l'Olocausto o, in questo caso, la guerra in Iraq, serve solo per esaltare la maschera e rendere ancora più evidente il suo messaggio di esaltazione della vita e dell'amore.
Certo può non piacere. Può sembrare 'buonista' (definizione orribile, secondo me, come se ci possa essere qualcosa di male nella bontà!). Può sembrare infantile. Ma non gli si può certo rimproverare la mancanza di sincerità.
Inoltre, in questo film, è la poesia il mezzo a cui Benigni affida il suo messaggio, la usa direttamente nei suoi dialoghi, nascosta fra le pieghe, che nemmeno te ne accorgi. Però le parole continuano a risuonarti in testa, perchè la loro forza va al di là della scena e del film. Solo alla fine, vedendo il lungo elenco dei poeti citati, capisci...
Da un punto di vista registico, c'è qualche bella immagine (il cielo stellato su Bagdad in guerra), un buon ritmo, ma niente di travolgente.
E se Benigni attore si concede una gamma di sfumature più ampia del solito, Nicoletta Braschi assume la migliore delle sue espressioni catatoniche che è attenta a mantenere anche quando non è in coma.
Box office
21/11/2005 - 10:39
Melissa P. esce alla grande. In 296 sale incassa 1,8 milioni di euro, per una media di 6.231 euro per sala! Sinceramente non me lo sarei proprio aspettato... certo gli elementi a favore sono molti: il successo editoriale, i contenuti pruriginosi... però il battage pubblicitario non mi è sembrato imponente... mi sarei aspettato un successo discreto, nella media di un buon film italiano d'autore... e invece... risultati da blockbuster americano! A questo punto ci possiamo aspettare un incasso finale superiore ai 5-6 milioni (sempre che il film sia piaciuto e che il passaparola funzioni)... la prossima settimana arriva Harry Potter (che in America ha già fatto terra bruciata, incassando 101 milioni di dollari in tre giorni, più dei precedenti fulm della serie) ma è evidente che si tratta di pubblici ben diversi... per cui ci sono margini di tenitura.
Anche La Marcia dei Pinguini ha esordito bene. Un milione di euro per un documentario è un risultato eccellente, anche se, in questo caso, fra Fiorello ed la grande spinta promozionale, era abbastanza prevedibile (anzi, forse ci si poteva aspettare anche qualcosa di più...).
Ottima la resistenza di La Seconda Notte Di Nozze che perde solo il 12% rispetto alla settimana scorsa e arriva ad un incasso totale di 1,9 milioni di euro. Si prospetta un altro ottimo incasso per un film italiano, a conferma di una stagione che è iniziata bene e sta continuando meglio.
Dei tanti film usciti in questo fine settimana, i flop sono stati The Big White (nonostante Robin Williams), Mary (nonostante Juliette Binoche) e Habana Blues.
Da segnalare Fuori Vena - La Strada Si Racconta che è uscito in un cinema ed ha incassato 2.978 euro... in base alla media per sala, è stato il quarto miglior risultato... niente male!
Vidochiamami!
18/11/2005 - 12:46
I film sui videofonini!!!!!! E' vero... non sono la persona più adatta a giudicare. Un amante del cinema che a fatica si concede di vedere un film in dvd, non riesce nemmeno a concepirla l'idea di vedere un film su uno schermo di 5x5 cm!!! Però, anche un normale consumatore di audiovisivi, che magari non si sofferma troppo sulla qualità della fotografia o della regia o dell'intensità della recitazione, ma come fa a stare piazzato per almeno un'ora e mezza di fronte ad un telefonino a vedere un film???? Posso capire se passassero un telefilm... ma si, c'ho mezz'ora da buttar via, carico su una puntata di Will&Grace, mi faccio quattro risate e via... ma un film???? Certo, poi inventeranno un videofonino che si collega con il televisore, diventando una specie di pay-tv... ma fino ad allora?
Mah!!!!
La Sposa Cadavere
11/11/2005 - 17:22
Un piccolo gioiello, ricco di fantasia, e di cinema allo stato puro.
Mi è piaciuto moltissimo, questo secondo film animato di Tim Burton. Molto più di Nightmare Before Christmas. Forse perchè l'espressività dei personaggi è maggiore e quindi la partecipazione emotiva è più intensa. Fatto sta che l'ho davvero trovato delizioso. Pieno di mille trovate. Dagli intermezzi musical a quel finale magico e poetico.
Inoltre la realizzazione è magnifica. A me non sembrava di vedere uno stop-motion. A dire il vero non sembrava nulla di ciò che è noto. Certo non un live-action ma nemmeno un cartone digitale, tanto meno un cartone tradizionale. Grazie ad un uso sapiente delle luci e ad una regia inventiva e geniale, ci si trova catapultati in una specie di dimensione parallela, in cui il contrasto fra il mondo dei morti e quello dei vivi entusiasma e diverte.
Beh, a questo punto quella per l'Oscar per il miglior cartone animato diventa una bella sfida: Sposa Cadavere o Castello Errante?
Good night and good luck
11/11/2005 - 13:01
Il Clooney regista ci era già piaciuto in Confessioni di una mente pericolosa.
Qui è anche meglio.
Ci regala un film solido, compatto, elegante. Non ci sono sbavature, eccessi, Clooney lavora per sottrazione, concentrandosi sulla vicenda: le inchieste con cui Edward Murrow denunciò il clima antidemocratico che le inchieste del senatore McCarthy avevano introdotto nella società americana. Poco altro ci distrae dall'osservare il rigore morale e la decisione con cui questo giornalista e il suo team mette in fila, una dopo l'altra, una serie di inchieste di denuncia che portano a far vacillare la posizione del senatore e, soprattutto, a mettere in discussione i suoi metodi di indagine utilizzati nella famigerata Commissione sulle attività antiamericane. Non sappiamo nulla delle vite private dei protagonisti, tranne la vicenda relativa alla coppia sposata, che appare come un lieve diversivo che ci permette di apprezzare l'atmosfera tollerante che regnava in quella redazione. Siamo solo concentrati su quel particolare momento della loro vita professionale. A Clooney non interessa disegnare il ritratto di un eroe, ma solo rappresentare quello che un gruppo di giornalisti coraggiosi ha fatto in quel particolare momento storico. E ci riesce benissimo. Portandoci a riflettere sul presente, ma in generale sui principi fondamentali della democrazia.
Regia e fotografie molto eleganti. Recitazione sopraffina. Un gran film. Ci auguriamo di trovarlo agli Oscar.





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