Le mie classifiche: la stagione 2003/2004
30/09/2004 - 10:16
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1 |
Il Signore Degli Anelli: Il Ritorno Del Re |
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2 |
Big Fish |
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3 |
Dogville |
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4 |
Buongiorno, notte |
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5 |
Dopo Mezzanotte |
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6 |
Kill Bill vol.2 |
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7 |
Non Ti Muovere |
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8 |
Le invasioni barbariche |
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9 |
Mystic River |
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10 |
Alla ricerca di Nemo |
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11 |
Master & Commander - Sfida ai confini del mare |
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12 |
L'Ultimo Samurai |
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13 |
Love Actually |
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14 |
I Diari della Motocicletta |
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15 |
Lost In Translation |
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16 |
La Maledizione Della Prima Luna |
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17 |
El Abrazo Partido |
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18 |
Che Ne Sarà Di Noi |
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19 |
Harry Potter e il prigioniero di Azkaban |
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20 |
The Dreamers |
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21 |
Appuntamento a Belleville |
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22 |
The Matrix Revolutions |
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23 |
Prima ti sposo, poi ti rovino |
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24 |
Mona Lisa Smile |
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25 |
Mio Cognato |
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26 |
Hulk |
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27 |
In the cut |
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28 |
Abbasso L'Amore |
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29 |
Troy |
Chi mi ha seguito durante tutto l'anno forse se lo poteva anche immaginare che Il Signore Degli Anelli avrebbe conquistato il primo posto, ma non vi nascondo che Big Fish ha fatto vacillare molto questa mia decisione.
Miglior film italiano è stato sicuramente Buongiorno, Notte, anche se quel piccolo gioiellino di Dopo Mezzanotte mi ha veramente entusiasmato.
Per il peggiore film dell'anno non c'è proprio storia: Troy non ha avuto rivali.
Migliore attore dell'anno: Roberto Herlitzka per Buongiorno, Notte (ma forse sono stato influenzato anche dalla straordinaria performance che ho visto a teatro per Lasciami Andare Madre). Degno di menzione anche Johnny Depp ne La Maledizione della Prima Luna.
Migliore attrice: Penelope Cruz per Non Ti Muovere (mi auguro di vederla all'Oscar, il prossimo anno), ma senza dimenticare la meravigliosa Nicole Kidman di Dogville.
P.S.: chiaramente questi giudizi sono riferiti esclusivamente ai film che ho visto al cinema: considerata la scarsa quantità di quest'anno, non possono che essere parziali (anche se non penso che qualche altro film avrebbe potuto scalzare il buon Peter Jackson!).
Finalmente...
28/09/2004 - 18:00
...una buona notizia! Allora c'è ancora un pò di speranza?
Spiderman 2
28/09/2004 - 10:44
Ma quanto mi piace Spiderman? Non mi appassiono facilmente alle storie di fumetti: non riesco ad identificarmi con i personaggi, vivono in un mondo che sembra il mio ma non lo è, e se anche viene dato un background psicologico non mi sembra mai credibile fino in fondo. Nè il Batman di Tim Burton, nè gli X-Men di Bryan Singer. Ma Spiderman...
Raimi è stato in grado di rendere il mondo fantastico di Spiderman
perfettamente accessibile a tutti. Non è la storia di un supereroe, ma la vicenda umana di una persona che ha "qualcosa in più", che finisce per essere "qualcosa di diverso". Ma non sono solo i dilemmi personali del giovane Parker ad appassionarci, ma anche i meravigliosi balletti nell'aria, il bellissimo cattivo dagli occhi buoni (il magnifico Alfred Molina), l'ironia e la leggerezza che ci accompagnano per tutto il film (dalla consegna della pizza alla scena dell'ascensore, veramente esilarante). Probabilmente è proprio questa continua commistione di toni, comico e drammatico, eroico e buffonesco, che si regge su un miracoloso equilibrio, ad entusiasmarmi così tanto.
Fra le tante citazioni del film, mi piace segnalare lo stile da film horror-fantascientifico con cui Raimi svolge le scene in cui si muove il cattivo: quelle donne che, scappando, urlano isteriche con la faccia terrorizzata, non si vedevano sullo schermo da un bel pò...
Le chiavi di casa
24/09/2004 - 11:23
Un film semplice ed immediato, senza fronzoli, senza virtuosismi. Solo un padre ed un figlio ed il loro rapporto, fatto di parole, sguardi, contatto fisico. Un film che ti rimane addosso, facendoti vivere un esperienza importante.
Andrea Rossi, il ragazzo che interpreta il figlio, è semplicemente straordinario, talmente vero da farti dimenticare la presenza di uno sguardo cinematografico. Kim Rossi Stuart dal confronto non può che uscire sconfitto: è inevitabile scorgerne l'impegno recitativo, rispetto alla spontaneità totale dell'altro; però riesce ad essere efficace e controllato in un ruolo molto rischioso. E poi porta, senza impegno, quel misto di bellezza e fragilità che lo contraddistinguono e che lo mettono in netta contrapposizione con le caratteristiche naturali del figlio cinematografico.
E' una storia intima che non spiega, non giustifica, non compatisce. Si limita a mostrare, un breve spaccato di vita. Una vita sicuramente estrema. Proprio per questo in grado di parlare a tutti.
Medici in prima linea
21/09/2004 - 11:05
Ritorno alla grande ieri per E.R.: non tanto per la prima puntata, tutto sommato abbastanza ordinaria, quanto per la seconda. Ambientata in Congo, fra guerra civile e missione umanitaria, il grado di coinvolgimento è stato esaltato dai riferimenti indiretti (e sicuramente involontari) agli avvenimenti iracheni. Da un punto di vista tecnico, l'idea del montaggio parallelo, che intrecciava presente e passato, facendoli convergere nella soluzione finale, è stato veramente affascinante. Inoltre per un attimo ho avuto la sensazione che venisse citato il Terrence Malick de "La Sottile Linea Rossa" (nella scena in cui Kovac comincia a pregare, osservando la natura che lo circonda e scavalcando la violenza del momento contingente).
Alla faccia dell'antiamericanismo di maniera, c'è da sottolineare come una delle produzioni televisive americane più viste in patria e nel mondo, parli in maniera abbastanza penetrante dei danni profondi di guerre sanguinose dimenticate perchè povere (e quando parlano di 10mila persone uccise in pochi giorni, vengono i brividi, perchè sembra di vederle). Anche se sarebbe meglio riuscire ad entrare nelle vite delle persone che vivono lì, per poter comprendere fino in fondo il dramma che vivono e i motivi che portano queste popolazioni a trovarsi in queste condizioni. La tendenza a mostrare queste genti come una massa indistinta (al massimo divisa fra vittime e carnefici) finisce per fornire un alibi allo spettatore per non sentirsi coinvolto fino in fondo; non essendo spinto ad identificarsi con chi vive queste guerre sulla propria pelle, lo spettatore tende a ritirarsi nel proprio mondo e a guardare quello che accade con distacco, non rendendosi conto fino in fondo della drammaticità della situazione. Ciò non toglie che l'impressione ma soprattutto la consapevolezza che può generare una puntata come quella di ieri è sicuramente molto grande.
E' nata...
16/09/2004 - 10:35

...Laura!!!!!
La figlia di uno dei miei migliori amici ha scelto questa notte per venire al mondo. Subito si sono scatenati gli elementi della natura: fulmini, saette e pioggia battente. Sarà un eroina tipo Storm degli X-Men? Sicuramente il mondo che gli si prospetta non è dei migliori, per cui è un bene che sia circondata da un'energia così dirompente!!
Roger Dodger
15/09/2004 - 14:15
Se vi capita di incontrarlo su Sky, vi consiglio di guardarlo. L'ho trovato molto divertente ma anche molto acuto: uno sguardo maschile sui rapporti di seduzione nella giungla urbana, con retrogusto fortemente amaro. E lo stile di regia è molto penetrante, con riprese quasi rubate delle reazioni minime dei protagonisti. Campbell Scott è bravissimo.
P.S.: voglio anch'io uno zio come Roger! E soprattutto voglio baciare Jennifer Beals!!
Non lo seguo assiduamente, anzi lo vedo molto saltuariamente. E' molto ben fatto. Ma è terribilemente complicato. Ieri sera ho visto su Fox la seconda e terza puntata della prima serie, e nonostante il riassunto della prima puntata, non ho ancora capito un sacco di cose, in particolare: ma lei per chi lavora? Per la Cia o per questa SD-6 (che fra l'altro non ho capito in cosa consista!)? Oggi navigherò un pò per cercare di scoprirlo.
14/09/2004 - 10:55
Lui, bello e dannato, lei, bella ricca indipendente (ma a chi somiglia?), l'amico, simpatico e un pò sfigato (ma è bello anche lui, chiaramente). Ormai questo tipo di personaggi rappresentano un punto di partenza obbligatorio nei prodotti per adolescenti (hanno imparato anche in Italia, vedi il successo di Tre Metri Sopra Il Cielo).
The O.C. è perfettamente inserito nel genere. E se le premesse non sono originali, non lo è altrettanto lo svolgimento, almeno quello iniziale. Il buon padre di famiglia che porta a casa il delinquentello dal cuore d'oro, la madre che fa resistenza, il figlio che fa subito amicizia (anche troppo velocemente, considerato che l'altro spiccica si e no qualche parola, tanto da far sospettare qualche sottofondo di omosessualità, che comunque non sarebbe granchè originale), lo scontro con il bulletto che sta insieme alla bella, e così via. Comunque la confezione è gradevole, gli attori sono abbastanza bravi (soprattutto il protagonista ha una bella espressività degli occhi).
Insomma, meglio di Beverly Hills, peggio di Dawson's Creek. Per chi, come me, si fa abindolare dai telefilm per teenager, è da vedere, magari senza impegno, ma comunque da vedere.
Leone d'oro
13/09/2004 - 10:30
Prima urlano e strepitano se il film italiano in concorso è appena sotto le loro aspettative. Poi urlano e strepitano perchè il film italiano in concorso che ha soddisfatto le loro aspettative non è stato premiato. Ormai il mondo del giornalismo cinematografico italiano si è trasformato in una succursale del Processo del Lunedì: un'accozzaglia di urla e strepiti. I critici rimproverano spesso ai nostri registi di non sapere guardare oltre il proprio ombelico, ma mi sembra che sia tutto il mondo che ruota intorno al cinema in Italia che soffre di questa forte limitazione: in un concorso popolato da ottimi film, la giuria ne ha scelto uno, guarda caso non era quello italiano. Non mi sembra una tragedia.
Tanto più che il Leone d'Oro non ha mai avuto un qualche valore commerciale. Probabilmente il film meno visto di Amelio è stato proprio quel "Così ridevano" che vinse qualche anno fa.
Comunque, i film che spero di andare a vedere sono Mare Dentro (di cui sentiremo parlare agli Oscar), Le Chiavi Di Casa, Il castello errante di Howl, Vera Drake (anche se a me Segreti e Bugie non era piaciuto un granchè).
Ovunque sei
09/09/2004 - 17:13
Mi chiedo se a Cannes un film poco riuscito (non ho sentito parlare di "nefandezza") con protagonista, ad esempio, Vincent Cassel, sarebbe stato accolto allo stesso modo.
I critici cinematografici italiani (intesi come massa) sembrano avere un unico parametro di valutazione: la distinzione. Nel senso che loro devono distinguersi da quello che può piacere a tutti gli altri. Ed infatti qual'è il film più acclamato finora alla mostra? Il solito orientale, le cui caratteristiche più apprezzate sono state la lentezza ed il silenzio. Sicuramente questa sarà un'opera magnifica, ma è il clichè culturale e la prevedibilità dei giudizi che è imbarazzante.
Dubbi
08/09/2004 - 17:54
Ho letto il comunicato congiunto del governo e dell'opposizione sull'unità politica con cui affrontare il rapimento delle due ragazze italiane in Iraq. Non ho capito a cosa possa servire. Le salverà? Lo spero. Veramente.
Settimana enigmistica
06/09/2004 - 17:18
I cruciverba mi piacciono molto. Soprattutto quelli "senza schema". Ma solo quelli della Settimana Enigmistica. Qualsiasi altro cruciverba, che non sia pubblicato sulla Settimana Enigmistica, mi annoia o comunque non mi piace. Forse dipende dalla carta...
The Terminal
06/09/2004 - 17:16
Mi è piaciuto. Non direi che mi è piaciuto molto, ma mi è piaciuto. In qualche momento mi sono anche un pò annoiato, e aspettavo che accadesse qualcosa. Poi qualcosa accade, anzi accadono diverse cose. E mi sono divertito.
Tom Hanks è bravissimo. E Spielberg anche (bellissima l'immagine di Hanks che guarda fuori dall'areoporto, ripreso dall'esterno del vetro: ne abbiamo viste centinaia di inquadrature così, ma questa ha un'intensità incredibile).
P.S.: è che sono ancora sotto l'effetto soporifero delle vacanze, più di questo non mi viene!!
Non mi va
01/09/2004 - 12:27
Non mi va di fare niente. Butto via il mio tempo. Mille progetti ma non ho voglia di fare niente. O forse se potessi alzarmi da questa triste scrivania ed andarmene in giro per la città, forse qualcosa riuscirei a combinare. Potrei studiare. Potrei vedere un paio di film. Potrei ritornare alle mie lezioni di canto. Potrei tentare di iscrivermi in qualche palestra per fare un corso di prepugilistica o qualche arte marziale e rimettere finalmente in movimento i miei muscoli atrofizzati. Potrei andare a trovare i miei amici. Potrei andare in giro per la città a fare fotografie. Potrei iscrivermi a quel corso di recitazione. Potrei riprendere le lezioni di tango e diventare un ballerino da invidiare.
Ecco, non è vero che voglio ripartire, vorrei proprio andare in pensione!
Il rischio è quello di passare le giornate davanti a sky, saltarellando fra un telefilm, un reality ed un film. Me è un rischio che mi piacerebbe correre...





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