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Archivio Luglio 2004

Festival di Sanremo

by aspettandokroger

29/07/2004 - 13:55

Sono convinto che il Festival ha svolto un ruolo fondamentale nella storia della musica leggera italiana, soprattutto perchè ha foraggiato e incentivato quel bacino di cantanti popolari di medio livello, che rappresentano il terreno fertile da cui possono scaturire le personalità più significative. Se non ci fosse stato il festival, probabilmente l'industria discografica italiana sarebbe stata sempre meno in grado di imporre i propri prodotti, fino a rischiare la scomparsa.

Così... m'è venuta così!

Box Office

by aspettandokroger

27/07/2004 - 14:57

Gli incassi cinematografici, si sa, in questa stagione raggiungono il minimo storico. E questo viaggia in totale controtendenza con i maggiori mercati mondiali, primo fra tutti quello americano, dove l'estate rappresenta la stagione di massima affluenza. Questa contrapposizione ha sempre corrucciato enormemente l'industria italiana, che si è sempre posta il problema di "conquistare l'estate". Ed infatti negli ultimi anni, i film che vengono fatti uscire a ridosso dell'estate sono aumentati, non tanto in numero (anche prima usciva una gran quantità di filmettini la cui distribuzione in sala aveva l'unico scopo di aumentarne il valore nella vendita alle televisioni), ma in appeal di massa, per cui abbiamo visto i vari Matrix, Mission Impossible 2, Spiderman fino ad arrivare a Harry Potter. Sicuramente questo ha prodotto un allungamento della stagione ma non ha eliminato il fatto che a fine luglio si chiuda tutto per ferie. Ed infatti gli incassi languono. C'è da dire che, a partire da fine maggio gli incassi li fanno solo i blockbuster, per gli altri rimangono le briciole.

Mi sono sempre chiesto se sia poi realizzabile un ribaltamento di abitudini tale da riportare la gente nei cinema nelle notti d'estate. Io stesso, che in inverno approfitto di ogni momento libero per catapultarmi in sala, d'estate lo prendo in considerazione con scarsa convinzione, Certo i grandi film finisco per vederli, ma si tratta più di eccezioni che regole. Piuttosto preferisco frequentare le arene estive e recuperare, su grande schermo, quello che mi sono perso durante l'inverno. D'altra parte, sarà pure un luogo comune, ma a chi può interessare chiudersi in un cinema quando si può stare all'aperto a godersi il fresco? "Ma c'è l'aria condizionata!". Appunto. Meglio il nostro sano, delicato ponentino!

Il lavoro non mi ha lasciato un attimo di respiro. Adesso si comincia a respirare.

Avevo tante cose da raccontare, da commentare. Dai concerti visti (da Tuck&Patti a Tiziano Ferro, che però mi sono limitato a sentire) a quello che passa in tv.

Questo fine settimana mi sono fatto una scorpacciata di Ally McBeal (quattro puntate della serie più recente che mandano su Fox) e la trovo sempre deliziosa (anche se gli hanno fatto una frangetta che mi ricorda Alessia di Amici!). In particolare ieri pomeriggio, c'è stato un divertente episodio, Ally McBeal - Il Musical, quasi, che era zeppo di numeri musicali. Tra l'altro, per la prima volta hanno tradotto una canzone ma, come sempre, la traduzione era inascoltabile ed il doppiatore la cantava in maniera stentorea (secondo me lo fanno apposta: non è che non sanno cantare, i nostri doppiatori, ma è che vogliono dare un idea di maggiore realismo e quindi tendono a stonare volutamente; peccato che l'originale cantava benissimo!).

Poi ho rivisto Pani e Tulipani ed è semplicemente meraviglioso. Appartiene alla categoria di "film che ti fanno far pace con il mondo e con la vita". Sono una specie da proteggere e valorizzare.

Grace of My HeartPoi ho finalmente visto, quasi per intero, La Grazia Nel Cuore - Grace Of My Heart, film che racconta la storia di una autrice di canzoni dagli anni '50 ai settanta, con una bravissima protagonista, Illeana Douglas, delle bellissime canzoni, fra cui God Give Me Strenght scritta da Burt Bacharach e Elvis Costello ed una storia decisamente originale.

E poi... spero di andare in vacanza. Ma questa è tutta un'altra storia!

Il primo ormai lo conoscono tutti, dopo Cannes è diventato una star di prima grandezza. Il secondo forse è meno noto, ma sicuramente più potente: è il capo della Disney.

Oltre al nome, sono accomunati dalle vicende distributive di Fahrenheit 9/11, che penso siano abbastanza note: lo doveva distribuire la Disney, che aveva anche contribuito a produrlo, tramite la Miramax, ma ha rinunciato, molto probabilmente per pressioni politiche.

A tre settimane dall'uscita del film delle sale la situazione è questa:

Fahrenheit 9/11 ha incassato 80 milioni di dollari (e sicuramente arriverà a superare i 100) a fronte di un costo di 16 milioni (6 per la produzione e 10 per il marketing).

La Disney quest'anno non riesce ad imbroccare un film. The Alamo, Il Giro del Mondo in 80 Giorni e il recentissimo King Arthur sono stati tre flop clamorosi: sono costati, ciascuno, più di 100 milioni e hanno incassato, tutti insieme, meno di quanto ha fatto Moore finora. Il film Disney di maggiore incasso, quest'anno, è stato Hidalgo, con 64 milioni di dollari.

Metteteci anche il fatto che Eisner non è riuscito a trovare un accordo con i maghi della Pixar (quelli che hanno prodotto tutti i più grandi successi a cartoni animati degli ultimi anni, a parte Shrek, da Toy Story a Nemo) e capirete perchè gli azionisti della Disney lo stanno cercando...

Spettacolo

by aspettandokroger

09/07/2004 - 12:49

Rieccomi qua. Riemergo da qualche settimana in cui il lavoro mi ha letteralmente rapito. In compenso mi sono rifatto, inzeppando le mie serate con spettacoli di vario genere (anche se continuo ad essere a digiuno di cinema!!).

In particolare le ultime due serate le ho passate in compagnia di un bellissimo concerto di brani da musical eseguito dall'orchestra di Santa Cecilia e da un quartetto di cantanti eccezionali provenienti direttamente da Broadway e dal West End, e di un altrettanto bellissimo concerto di Peter Gabriel.

Peter GabrielC'è pochissimo in comune fra questi due concerti (a parte il fatto che Peter Gabriel ha fatto accompagnare la nostra uscita dalle note di "Singin' in the rain"!). Ma la cosa che mi ha colpito è che tanto i quattro performer di musical quanto Peter Gabriel, al di là delle meravigliose canzoni che eseguivano, sono stati in grado di valorizzare il concerto infondendo un grande senso dello spettacolo in piccole trovate e sempici movimenti.

I quattro cantanti da musical si trovavano in un contesto tipico da concerto classico: palco spoglio, riempito solo dall'orchestra e dal coro. Eppure ogni volta che cantavano un brano, con due movimenti si trasformavano in personaggio ed il pubblico assaporava non solo la musica ma anche l'essenza stessa del musical citato, da Chicago al Fantasma dell'Opera, passando per West Side Story e Jesus Christ Superstar.

Allo stesso modo, Peter Gabriel è stato in grado di "colorare" ciascuna canzone con piccole trovate spettacolari, tanto originali e intense quanto semplici: un balletto fatto da lui e dalla corista su una specie di monopattino particolarmente versatile (prima o poi ce lo ritroveremo nelle strade); una giacca fatta da mille luci; i fari che tagliano il buio, riproducendo la densità ed il ritmo del respiro. Per non parlare del felice contrasto che scaturiva fra i momenti musicali, sempre ricchi di energia ed impatto, e le introduzioni parlate in cui lo stesso Gabriel, in italiano, con voce bassa e suadente (sembrava quella di un documentario sulla natura) e con ritmo rilassato, presentava i brani che stava per cantare.

Basta poco per fare spettacolo. L'importante è saperlo fare.

Obituary

by aspettandokroger

02/07/2004 - 17:40

Non è che non voglio dire una parola in ricordo del grande Marlon... ma se continuo così questo blog diventa un sito di annunci mortuari!

Comunque Brando è sempre Brando.

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